Negli ultimi giorni sono giunte alla nostra segreteria numerose richieste di chiarimenti in merito al cosiddetto bonus “Giorgetti”.
Al riguardo, partecipiamo che il 23 settembre 2026 presso il Centro Unico Stipendiale Interforze (CUSI) si è tenuta una riunione informativa tra i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, della Direzione Generale della Previdenza Militare e della Leva e dei Centri Pensionistici delle F.A., in merito alle indicazioni che l’INPS ha fornito circa le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2026 relativamente al cosiddetto Bonus Giorgetti, già in vigore per la restante parte dei lavoratori pubblici e privati dal 2025. Il SIAMO Esercito guarda con favore alle opportunità economiche per il personale, ma ritiene indispensabile che ogni scelta sia sostenuta da regole certe e informazioni complete.
FUNZIONAMENTO E REQUISITI DI ACCESSO
L’incentivo consente, a chi ha maturato i requisiti per lasciare il servizio con diritto alla pensione anticipata e decide di rimanere in servizio, di ricevere in busta paga la quota dei contributi previdenziali a proprio carico, anziché destinarla alla futura pensione. L’incentivo quindi non attribuisce, come erroneamente pensato da molti, il diritto a rimanere in servizio oltre il limite ordinamentale previsto per il proprio grado. Si tratta dell’8,80% dell’imponibile previdenziale, oltre all’eventuale contributo aggiuntivo dell’1% sulla parte eccedente la soglia prevista (ad oggi per chi percepisce oltre i 56.224,00 euro annui). Le somme sono “nette”, non soggette quindi ad IRPEF, mentre l’Amministrazione continua a versare la propria contribuzione (aliquota del 24,20%).
La proroga per il 2026 richiama i requisiti della pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, da maturare entro il 31 dicembre 2026 (articolo 24, comma 10, del D.L. 201/2011). Tale data riguarda il conseguimento dei requisiti e non va confusa con un termine generale per presentare domanda.
GLI EFFETTI SULLA RETRIBUZIONE ATTUALE E SULLA FUTURA PENSIONE
È fondamentale precisare che non si tratta di una nuova indennità o di un aumento contrattuale: la maggiore disponibilità immediata deriva da contributi che non verranno accreditati alla posizione previdenziale personale (Montante Contributivo). In sostanza all’immediato effetto di una busta paga più “pesante” corrisponde una futura pensione più “leggera. Per capire come cambierà la quota contributiva della pensione, bisogna mettere a confronto cosa succede se si aderisce e cosa se non si aderisce, ipotizzando gli stessi anni di servizio. Ma non basta, si dovrà tener conto dell'alternativa di andare in pensione senza comunque raggiungere i limiti di età, dei diversi profili di carriera, nonché di tutti gli elementi che intervengono alla cessazione dal servizio (come il moltiplicatore, i sei scatti, il sistema contributivo o misto, l'eventuale ausiliaria e il TFS).
DOMANDA, REVOCA E CHIARIMENTI ATTESI
La procedura generale prevede una domanda telematica all’INPS, cui spetta verificare il diritto e comunicare l’esito all’interessato e all’Amministrazione (CUSI / CNAEI); l’applicazione in busta paga segue l’accoglimento. Per il personale militare è quindi essenziale verificare le indicazioni ufficiali prima di assumere decisioni, senza affidarsi a importi standard o a simulazioni non riferite alla propria situazione.
La disciplina generale INPS consente inoltre di revocare la scelta, ripristinando la contribuzione ordinaria dal mese di paga successivo. La revoca, tuttavia, può essere esercitata una sola volta e pertanto non consente ulteriori ripensamenti ed una successiva nuova adesione all’incentivo.
Proprio per questo al personale militare occorre fornire maggiori informazioni in modo da consentire una scelta consapevole e non l’adozione di un “mero automatismo” alla maturazione di una specifica anzianità.
L’incontro presso il CUSI rappresenta un passaggio di approfondimento, non un riconoscimento automatico e generalizzato. Occorrono indicazioni ufficiali che chiariscano il coordinamento con l’ordinamento previdenziale militare, i destinatari e le modalità applicative, evitando incertezze a carico degli interessati.
Il SIAMO Esercito chiede quindi chiarimenti tempestivi e uniformi e la disponibilità di simulazioni individuali attendibili, che permettano di conoscere sia il beneficio durante il servizio sia le conseguenze sul trattamento pensionistico. L’obiettivo non è orientare indistintamente i colleghi verso l’adesione o la rinuncia, ma mettere ciascuno nelle condizioni di decidere consapevolmente. Daremo comunque diffusione agli aggiornamenti ufficiali non appena resi disponibili dalle autorità amministrative competenti.
Sarà come sempre nostra cura rendere noto ogni ulteriore aggiornamento.
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